Europeo e democratico: potremo guadagnarci tutti
Risponde alle nostre domande Riccardo Casadei, Presidente di EPAL Italia per il triennio 2024-2026 e AD di Gruppo Casadei.
Un tema di crescente attualità è il ruolo che il QR Code potrà avere nell’efficienza dell’interscambio: quali vantaggi può portare?
Di recente è stato individuato un sistema per garantire maggiori durata e leggibilità del QRcode sui blocchetti dei pallet riciclati grazie a una pellicola trasparente.
EPAL investe molto in questo ambito, anche fornendo un contributo di 7.500 euro a fondo perduto per le aziende che vogliono investire. Il QR Code consentirà di controllare i movimenti, inventariare, intervenire nelle contestazioni come una sorta di arbitro digitale, insomma di fornire una carta d’identità aggiornata in tempo reale al pallet: semplicemente inquadrando il codice con il telefono è possibile sapere in un attimo chi ha prodotto il pallet o lo ha riparato, e tutta la sua ‘storia’ produttiva, logistica e distributiva. Questo sistema di gestione dei dati è destinato a sostituire il sistema RFID dal momento che assicura costi minori.
EPAL ha ottenuto l’autorizzazione a produrre, riparare, distribuire e gestire lo standard CP per l’industria delle materie plastiche, i Chemical Pallet: quali opportunità ne derivano per le aziende del settore imballaggi?
Tra le recenti novità di EPAL c’è la possibilità per tutti i licenziatari già autorizzati da EPAL di produrre e riparare le 9 tipologie CP di bancali per l’industria chimica, che fino a ieri non avevano alcun licenziatario italiano e pochi tedeschi.
Di recente BASF ha scelto di ricorrere solo ai CP e agli EPAL, a pooling aperti e non chiusi, e questo ha determinato un interesse diffuso. Per produttori e riparatori è possibile fare richiesta di autorizzazione in modo gratuito entro la fine del 2025.
Ma è un’opportunità reale, considerando l’evoluzione della chimica e dei polimeri in Europa?
È un mercato che in futuro garantirà importanti flussi, soprattutto di scambi commerciali fuori dall’Europa, dal momento che i principali impianti di polimerizzazione nel vecchio continente hanno chiuso, stanno chiudendo o rallentando molto la produttività che invece aumenta in Medio Oriente.Questa riorganizzazione dei flussi avrà come effetto la diffusione non solo dei Chemical Pallet ma anche dei vantaggi economici e ambientali per il sistema EPAL.
In che modo EPAL sta affrontando l’impatto del Regolamento 40-2025 PPWR?
Il fatto che sia prodotto in legno, riusabile e riparabile non basta: il legislatore europeo chiede soprattutto la certificazione del ciclo di vita e la dichiarazione ambientale del prodotto. Si tratta di prestazioni che fanno parte sì del cosiddetto DNA di EPAL fin dalla nascita. Possiamo solo rimproverarci di non averlo dimostrato con certificazioni o studi collettivi. Una delle tante questioni legate alle prestazioni ambientali misurate è, per esempio, per quanti cicli viene utilizzato un pallet. L’Italia aveva già realizzato uno studio sull’argomento, ma in Europa non è stato ancora analizzato questo percorso.Dal momento che ora ce lo chiede Bruxelles, si sta valutando se e come far entrare nel board di EPAL anche categorie che fino ad oggi non ne facevano parte: punti di raccolta, selezionatori, centri di ricondizionamento, piattaforme di riciclo, partner informatici e di innovazione e finalmente anche gli utilizzatori. Penso che se vogliamo alzare la qualità e migliorare il sistema dobbiamo permettere a tutti di essere controllati, non solo riparatori e produttori, ma verificare anche che tutti gli attori lavorino correttamente.
Uno degli obiettivi più importanti su cui stiamo lavorando è dare uniformità alle regole a livello europeo, soprattutto rispetto alla riparazione. Si tratta di un argomento molto sentito, sul quale siamo stati invitati a intervenire da più parti. Le norme esistono ma non interpretate da tutti ugualmente, soprattutto a causa del giudizio soggettivo nei controlli visivi. EPAL vive di interscambio e questa difformità è enormemente penalizzante in un momento di crescita costante del riutilizzo: vogliamo evitare che il pallet EPAL in qualsiasi Paese d’Europa rischi di essere contestato.EUR-EPAL: quali prospettive di evoluzione di un rapporto conflittuale?È il problema con maggiori ricadute sull’interscambio.
In Europa attualmente si utilizzano entrambi ma in Italia, per esempio, non si accetta l’interscambio. La soluzione, a mio parere, dovrebbe essere l’apertura di un dialogo con EUR, anche se finora non è stato possibile, per trovare soluzioni di collegamento e far sì che le caratteristiche di produzione e i controlli sulla qualità siano allineati.
Produzione e riparazione: come sta andando il 2025 per l’Italia?
Nel primo quadrimestre del 2025, l’Italia è l’unico Paese ad aver registrato un segno positivo nella produzione, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre Germania e Polonia sono in calo.Questo non significa che l’economia vada a gonfie vele, piuttosto che ci stiamo riappropriando di quel mercato che era stato sottratto dalle produzioni estere. Un altro dato importantissimo è la crescita costante delle riparazioni: anche quest’anno è cominciato con un +5% dell’Italia e un +6% della Germania, che si confermano quindi i principali riparatori d’Europa. È anche per questo motivo che il tema dell’uniformità di regole è tanto importante.
di Letizia Rossi