A Osaka un’Expo al 50% in legno
“Questo breve resoconto ha lo scopo di raccontare la visita fatta all’Expo giapponese dalla delegazione del PEFC Italia, composta dal Presidente Marco Bussone e da me come Segretario Generale, fornendo il maggior numero di informazioni e di stimoli personali e professionali, utili per programmi di viaggio in Giappone.
Expo 2025 è in programma a Osaka dal 13 aprile al 13 ottobre 2025; vi partecipano 150 Paesi e regioni e 25 organizzazioni internazionali; è gestito dal Bureau International des Expositions (BIE), che ogni cinque anni sposta l’evento in diverse città del mondo. Per l’Italia è ancora fresca la memoria dell’evento di grande portata che si è tenuto a Milano, quando Expo 2015 si presentò come piattaforma per la presentazione di tecnologie, idee e soluzioni innovative intorno al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Expo 2025 Osaka propone il tema “Progettare la società futura per le nostre vite”: è la visione di una società pensata per accogliere e sviluppare le idee degli individui, migliorare la qualità della vita e creare un ambiente sostenibile. Con oltre 28 milioni di visitatori previsti, l’Expo 2025 di Osaka intende celebrare la diversità culturale, ma anche essere vetrina per il legno e le soluzioni edilizie innovative in grado di soddisfare gli impegnativi obiettivi globali di zero emissioni nette.
L’ISOLA ARTIFICIALE DI YUMESHIMA E IL RING
Già la sede scelta per la realizzazione dell’evento è stata una sfida: l’isola artificiale di Yumeshima, situata nella baia di Osaka, sul mare interno di Seto, raggiungibile con ferrovie e metro realizzate per l’occasione. Con una superficie di 1,55 km², il sito ha un’area con 60 padiglioni al centro, con acque nella parte meridionale e aree verdi nella parte occidentale.
Il simbolo di Expo 2025 Osaka è “The Grand Roof-Ring”, il Grande Tetto ad anello, comunemente chiamato Ring. Disegnato dall’architetto Fujimoto Sou, rappresenta la filosofia dell’Esposizione Universale: “Uniti nella diversità”.
La gigantesca struttura lignea a griglia è lunga due chilometri di circonferenza, con un diametro interno di circa 615 m, un’altezza esterna di 17 m e interna di 12 m. Secondo il Guinness dei primati è l’edificio in legno più grande al mondo, grazie all’impiego di 27.000 m³ di legno, di cui 7.000 per il tetto interamente certificati PEFC e 4.500 provenienti dalla regione di Fukushima. È costruito combinando tecniche tradizionali e moderne, come l’uso dei giunti Nuki, connessioni lignee tipiche dei templi giapponesi, dove una trave orizzontale si incastra in un pilastro verticale senza chiodi o colle.
Il Ring è sia una passeggiata esterna da cui ammirare l’intera zona espositiva, sia un riparo in caso di pioggia. È un capolavoro di ingegneria modulare, studiata per essere smontata e riutilizzata dopo l’Expo, fulcro di un masterplan firmato con gli studi Tohata Architects & Engineers e Azusa Sekkei. L’impatto estetico crea stupore per dimensioni, funzioni, struttura a vista e accessibilità.
COME È STATO RESO SOSTENIBILE EXPO 2025
L’Associazione giapponese per l’Esposizione Universale del 2025 ha pubblicato un Codice di Appalto per:
- ridurre i rischi legati all’impatto ambientale, sociale ed economico dell’Expo;
- diffondere gli effetti positivi delle pratiche sostenibili;
- lasciare un’eredità preziosa in ambito ambientale, sociale ed economico.
Con questa visione, l’organizzazione si è impegnata a rendere tutti i processi di approvvigionamento – pianificazione, periodo Expo e post-Expo – parte integrante del contributo verso la neutralità carbonica, un ciclo sostenibile dei materiali, relazioni simbiotiche con la natura e la conservazione dell’ambiente.
Particolare attenzione è stata posta alle 3R e ai concetti di economia circolare attraverso l’uso di materiali riciclati e componenti riutilizzabili. L’uso del legno è stato privilegiato anche per la sua capacità di essere disassemblato e riutilizzato. Sono stati banditi concorsi di idee per il miglior uso del legno a fine ciclo.
Su 60 padiglioni dell’Expo 2025, 24 hanno fatto uso del legno e 3 del bambù, con 8 che hanno impiegato legno certificato da foreste sostenibili.
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IL LEGNO COME PROTAGONISTA NEL PADIGLIONE ITALIA
Tra i padiglioni a base legno, spicca il Padiglione Italia, progettato dall’architetto Mario Cucinella e dallo Studio MCA. In accordo con Invitalia e Ministero degli Esteri, si è scelta una risorsa locale e sostenibile: il legno proveniente da filiere certificate.
Il Padiglione è interamente realizzato in legno, per un volume totale di 742,57 m³:
- 529,5 m³ di travi lamellari certificate PEFC in pino giapponese e abete rosso;
- 102,31 m³ di pannelli X-Lam certificati;
- 110,76 m² di pannelli di compensato.
Oltre l’85% della struttura è costituito da legno certificato, rendendolo uno dei padiglioni più sostenibili dell’Expo, superiore per quantità di legno PEFC anche ai progetti di Sumitomo (600 m³), Stati Uniti (275 m³), Germania (140 m³) e Austria (21 m³).
La sostenibilità riguarda anche la sua futura trasformazione: a fine ciclo espositivo, ogni elemento sarà riutilizzato in nuove configurazioni, anche per case giapponesi ad alta efficienza energetica, garantendo una reale economia circolare.
“Il nostro obiettivo era creare un Padiglione Italia che avesse nella sostenibilità il suo punto di forza”, ha commentato Elena Sgarbi, Commissario Aggiunto per l’Italia, che ha accolto la delegazione PEFC insieme a Giovanni Urso e Nicola Scaramuzzo.
SPAZIO AL VERDE E PICCOLE “FORESTE”
Ampio uso di spazi verdi caratterizza il Ring e l’intera area Expo, con giardini ornamentali tra i padiglioni.
Oltre al Giardino all’italiana sul tetto del Padiglione Italia, merita menzione la Foresta della Tranquillità, situata al centro del sito: un’oasi naturale con oltre 1.500 alberi trapiantati dal parco dell’Expo 1970 e altre aree locali.
I visitatori possono rilassarsi tra natura, stagni e opere d’arte pubblica come:
• Cloud Piece di Yoko Ono,
• Infinite Garden – The Joy of Diversity di Leandro Erlich,
• Hidden Plant Community di Stefano Mancuso e PNAT.
FOREST OF CIVILIZATIONS
Da segnalare anche l’installazione “Forest of Civilizations”, con querce subfossili di 6.500 anni fa ritrovate in Moravia del Nord nel 2015.
133 tronchi, ciascuno dedicato a una nazione partecipante, rappresentano metaforicamente la storia delle prime civiltà, leggibile negli anelli degli alberi. L’installazione è curata da Subfossil Oak e raccontata attraverso immagini e video sul sito expo2025forest.com.
di Antonio Brunori
Segretario Generale PEFC Italia