La natura diventa un’aula!
A Rimini, lo scorso aprile, si è svolto l’evento annuale dell’European Institute for Outdoor Adventure Education and Experimental Learning: sono docenti e ricercatori universitari, operatori giovanili, insegnanti dalla scuola materna alla scuola secondaria superiore, educatori ambientali e all'aperto, pedagogisti da tutta Europa e da altri Paesi accomunati dal medesimo obiettivo: la crescita del modello di Educazione nel Bosco tramite lo scambio di modelli teorici ed esperienze pratiche, di risultati di ricerche, di confronto su risultati pedagogici ottenuti.
La rete è nata 29 anni fa in Austria e mostra tutta la sua capacità di leggere il fenomeno educativo alla luce dei cambiamenti sociali ed economici: infatti, nel manifesto che annunciava la conferenza in Italia, si legge “In Europa, circa il 74% dei cittadini vive in spazi urbani (ONU, 2023).
Una pianificazione responsabile e sostenibile dello sviluppo per l'istruzione dei nostri cittadini richiede che si tenga conto di questo aspetto quando si pianificano strategie creative per l'apprendimento all'aperto che ci aiutino a garantire un'istruzione di qualità (SDG’s n. 5), una buona salute e un buon benessere (SDG’s n. 3) e una riduzione delle disuguaglianze (SDG’s n. 10)”.
La ‘pedagogia nel bosco’ è nata in Danimarca intorno agli Anni Cinquanta e si è successivamente diffusa in quei Paesi del Nord Europa dove il contatto con la natura è essenziale per una crescita equilibrata e consapevole.
Quest’esperienza educativa, nota anche come ‘Outdoor Education’, si basa sull’idea di trasformare la natura in aula e il bosco in un ambiente ricco di opportunità di apprendimento, capace di sviluppare il sistema cognitivo, emotivo, fisico e relazionale dei bambini.
Le pratiche educative che seguono questo modello hanno fatto il loro ingresso in Italia nel 2014 con l’apertura ad Ostia Antica del primo Asilo nel Bosco; successivamente sono nati altri progetti analoghi, come il ‘Bosco dei Piccoli’ a Veglio (BI) e il ‘Cavallo a Dondolo’ situato a Mezzocorona (TN). In risposta ad una crescente richiesta di educazione scolastica nel bosco, nasce l’esigenza di sviluppare una rete più strutturata e organizzata. Nel febbraio 2017, è stato fondato il ‘Comitato Promotore per l’Educazione in Natura’: il suo obiettivo è sviluppare gli asili nel bosco e promuovere il modello fino alla scuola primaria.
A tal proposito, esistono sperimentazioni a Ostia, oltre all’asilo, e le elementari a Fiesole. La costruzione di un legame tra infanzia e natura è una condizione per lo sviluppo della persona: se manca, si generano disturbi. Da uno studio pubblicato sul Journal of Pediatrics nel 2011, emerge che un bambino su sei presenta una disabilità evolutiva, mentre i docenti segnalano una progressiva riduzione delle capacità motorie. L’aumento dei casi di ADHD (disturbo da deficit dell’attenzione-iperattività) è altrettanto allarmante: uno studio del 2013 pubblicato sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, ha rivelato che, tra il 2003 e il 2011, a più di un milione di bambini negli Stati Uniti è stato diagnosticato questo disturbo.
Segnaliamo sul tema due volumi dell’editore Terra Nuova:
- Pedagogia nel Bosco (2019) di Selima Negro
- Outdoor Education (2025) di Raffaella Cataldo.
di Nadia A. Tombini